L’obiettivo è una Padova dall’aria pulita in cui le auto non formino più code e le persone possano raggiungere facilmente le loro destinazioni. Una Padova in cui sia chi si muove in auto sia chi non la possiede possa spostarsi in modo ugualmente efficace. Una Padova in cui l’Amministrazione incoraggi e favorisca chi utilizza i mezzi di trasporto in modo razionale e sostenibile.

Secondo l’ultimo studio sul traffico padovano1, nel 2002 c’erano mediamente nei giorni lavorativi circa 815'000 spostamenti giornalieri sul territorio comunale. Di questi, 520.000 erano con l’auto (di cui 290.000 da fuori città), solo 175.000 con mezzi pubblici, e i restanti 120.000 erano a piedi o su due ruote. Benché siano passati più di 10 anni, la mobilità padovana è ancora sbilanciata verso l’utilizzo dell’auto privata (molto spesso una persona per mezzo). Le conseguenze sono forti problemi di congestione, specie nelle ora di punta, ed una elevata quantità di polveri sottili nell’aria che respiriamo (le emissioni dei veicoli sono la principale fonte di inquinamento da polveri sottili della città2). Inoltre i trasporti producono in Italia il 23% delle emissioni di CO2 (dati Ministero dell’Ambiente) contribuendo significativamente ai cambiamenti climatici.

I principali obiettivi a lungo termine che si vogliono raggiungere entro il 2020 sono, da un lato, l’abbattimento delle polveri sottili e di altri inquinanti per rientrare nei limiti attualmente previsti dalla legge3, e dall’altro rendere il possesso e l’utilizzo dell’auto privata una scelta (come già avviene in molte città europee), e non, come spesso accade ora, l’unica possibilità per muoversi. Prendendo spunto da pratiche realizzate con successo in altre città e adattandole al nostro contesto, Padova 2020 si propone di cambiare l’attuale modello di mobilità, da un lato favorendo gli spostamenti sostenibili e migliorando in modo consistente il trasporto pubblico, dall’altro riducendo il numero di auto circolanti. Le proposte che si intendono attuare per ottenere tali obiettivi sono:

1. Garantire un trasporto pubblico puntuale, frequente, capillare con costi convenienti rispetto al mezzo privato.

2. Revisione del sistema dei parcheggi.

3 Ridurre il numero di auto private che entrano nel territorio comunale disincentivando il loro ingresso a fronte di alternative efficienti ed economicamente più convenienti.

4 Incentivare la condivisione di mezzi di trasporto (car-pooling, carsharing, taxi collettivi e bikesharing).

5. Incentivare gli spostamenti (parziali o totali) a piedi, in bicicletta o in autobus.

I dettagli di queste proposte saranno delineati sulla base di un nuovo studio dei flussi di traffico che aggiornerà quello del 2002.

La fattibilità economica del progetto nel complesso è garantita dalla sua possibilità di autofinanziarsi; in particolare chi si sposta con auto privata (penalizzando la circolazione e la qualità dell’aria) contribuirà a finanziare la mobilità sostenibile a vantaggio di tutta la collettività.

L’introduzione di queste proposte è strettamente legata ad un cambiamento sia culturale che di stili di vita. Sarà quindi fondamentale attuare un processo partecipativo che coinvolga la cittadinanza al fine di massimizzare i benefici che questo modello di mobilità intende apportare ai singoli abitanti di Padova, sia in termini di salute (minor inquinamento dell’aria), che in termini economici (minor costo della mobilità sostenibile rispetto all’uso dell’auto privata). Tramite incontri e consultazioni sarà importante analizzare insieme ai cittadini e a chi frequenta la città lo studio sul traffico e i risultati ottenuti dalle “buone pratiche” di mobilità sostenibile applicate in altre città. Nel processo decisionale verranno recepite le posizioni e le reali necessità di chi vive la città in prima persona, valutando in particolare le esigenze delle persone a ridotta mobilità, delle famiglie, e dei lavoratori.

1 Piano Generale del Traffico Urbano, Comune di Padova, 2002.

2 Per approfondire si rimanda a: http://www.legambientepadova.it/smog/faq/sorgenti

3 I limiti di legge sono specificati nel DM 60/2002. Per le polveri sottili prevedono non più di 35 giorni all'anno sopra i 50 microgrammi e 40 microgrammi come media giornaliera annuale. Il Benzo(a)Pirene prevede per legge un limite un 1 nanogrammo per metro cubo d’aria come media annuale. Per l’Ozono sono previsti al massimo 25 giorni di superamenti del valore orario di 120 microgrammi per metrocubo d’aria. Negli ultimi 10 anni questi limiti, nella maggioranza dei casi, non sono stati rispettati.

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