Non è mai esistito a Padova un assessorato dedicato all’agricoltura, né ci sono Dirigenti di Settore con questa delega. E invece. nella prospettiva di restituire una parte di territorio a questa destinazione, va pensata una regia per il territorio agricolo a livello di amministrazione Comunale.

Proposte:

Costruire una regia a livello comunale e metropolitano per attivare sinergie tra associazioni di categoria, agricoltori e consumatori (mercati km 0, mense scolastiche, distribuzione locale) iniziando da subito a facilitare l’incontro di domanda e offerta di produzione agricola locale.

Un orto in ogni scuola.

Destinazione di aree verdi derivanti da perequazioni a orti urbani. Ogni famiglia se ne fa richiesta deve poter avere un piccolo spazio in un orto urbano, il cui numero dunque va aumentato in base alla richiesta che si viene a creare e che il comune deve incentivare. Questo aiuta a risolvere in parte il problema della gestione sempre più onerosa da parte del Comune di aree verdi da perequazione e il cronico problema di mancanza di risorse per realizzazione di nuove parchi e gestione aree verdi.

Benefici:

Di fatto rinasce anche in territorio comunale un comparto produttivo ormai dimenticato.

Benessere dei cittadini per l’accesso a prodotti sani e di origine riconoscibile.

Gli orti collettivi aumentano la possibilità di relazioni sociali per persone che vivono da sole o sono socialmente escluse, inoltre sono un importante contributo all’educazione e al tempo libero dei bambini e dei ragazzi che hanno un luogo in più dove passare del tempo all’aria aperta, occasione in città a volte non semplice da trovare.

Vantaggi per l’ambiente poiché il km0 serve anche a togliere traffico di merci.

Risparmio nella spesa dell’amministrazione comunale.

In edilizia/urbanistica i punti cardine del programma sono due: 1) ‘Stop al Consumo di Territorio’ (si leggano su questo le nostre proposte in materia di Urbanistica); 2) allo stesso tempo proteggere e dare nuove opportunità alle imprese edili colpite pesantemente dalla crisi attraverso un Regolamento Edilizio comunale all’avanguardia, che anticipi le tendenze europee e crei le condizioni a Padova per rendere il settore edile competitivo in Italia e in Europa. Si esce dalla crisi in questo settore con l’innovazione, anticipando a Padova le tendenze che si imporranno in Europa e in Italia.

La Direttiva Europea 2010/31/UE impone che dal 2020 tutti i nuovi edifici in Europa siano “edifici a energia quasi zero” descrizione destinata a tutti gli edifici “ad altissima prestazione energetica, con fabbisogno energetico molto basso o quasi nullo coperto in misura molto significativa da energia da fonti rinnovabili, compresa l’energia da fonti rinnovabili prodotta in loco o nelle vicinanze”. Tale misura a Padova va anticipata al 2015.

Proposte:

Approvare entro il 2015 il nuovo Regolamento Edilizio (RE) del Comune di Padova, già presente in bozza da aggiornare nel gruppo Agenda 21 di Padova, con le seguenti modalità:

  • Il Regolamento Edilizio deve recepire in anticipo di 5 anni la Direttiva Europea 2010/31/UE sugli ‘edifici ad energia quasi zero’. Le caratteristiche costruttive di tali edifici dipendono dal clima in cui ci si trova. Gli edifici ‘quasi zero’ non sono infatti costruiti allo stesso modo a Bolzano e a Palermo. Applicare in anticipo la Direttiva a Padova significa consentire alle imprese edili padovane di imparare prima della concorrenza le nuove tecniche, in questo modo le imprese padovane potranno trovare commesse e lavori in tutto il Nord Italia, dove le condizioni climatiche sono grosso modo le stesse di Padova (elevata umidità, inverni freddi, estati calde). Anticipare i trend europei e nazionali significa non solo avere prima a Padova edifici e ristrutturazioni ‘quasi zero’, ma anche e soprattutto creare l’ambiente giusto per attrarre innovazione (architetti, giovani esperti in impianti energetici, imprenditori, manodopera qualificata, artigiani etc..) e portare le imprese edili padovane più dinamiche all’avanguardia salvando posti di lavoro e creandone di nuovi. Tutto questo darà benefici alle imprese edili ma anche a quelle impiantistiche (idraulici, lattonieri, elettricisti, etc..)

  • Il RE, oltre a fare riferimento alla Direttiva citata conterrà disposizioni su: permeabilità suolo su nuovo = 40% sup. tot; Permeabilità ristrutturazione deve liberare il 60% (obiettivo de-cementare per ridurre l’effetto isola di calore urbano); tetti verdi per ridurre l’isola di calore urbano; diritto al sole per chi c’era già rispetto al nuovo edificato (90% superficie a sud di insolazione minima garantita); riservare aree per la raccolta differenziata; adozione di fonti rinnovabili; legare l’edificazione ad obiettivi di contenimento della CO2

  • Il RE andrà accompagnato da un opportuno opuscolo divulgativo

  • Il RE sarà elaborato con processi partecipativi che coinvolgano gli operatori di settore, i cittadini, l’Università e tutti coloro che da una innovazione in campo edilizio potranno ottenere giovamento

  • Utilizzo nei nuovi edifici per il raggiungimento dell’obiettivo ‘quasi zero’ di materiale ecocompatibili favorendo l’insediamento a Padova, magari in ZIP, di azienda manifatturiere di materiali da costruzione di nuova generazione

  • Stop al Consumo di Territorio e innovazione significa privilegiare edilizia ad alta intensità di manodopera

Benefici:

Difesa del settore edile padovano e dei posti di lavoro

Creazione di nuovi posti di lavoro in un settore all’avanguardia e in espansione per i prossimi decenni

Incremento della cultura dell’innovazione tecnologica sposata con la tutela ambientale

Miglioramento della classe energetica degli edifici cittadini con beneficio per la spesa in bolletta

Esempi:

Direttiva Europea ‘edifici a energia quasi zero’: http://europa.eu/legislation_summaries/internal_market/single_market_for_goods/construction/en0021_it.htm

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